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martedì 19 agosto 2014

PERCHE’ ESSERE FELICE QUANDO PUOI ESSERE NORMALE?


Perché essere felice quando puoi essere normale?


Jeanette Winterson


Arnoldo Mondadori, 2012 e 2014 in Oscar Contemporanea









CITAZIONE

Cercare la felicità, e io l’ho fatto, e lo faccio tuttora, non equivale affatto ad essere felici, una condizione che io trovo effimera, dipendente dalle circostanze e un po’ ottusa.Se il sole splende, goditelo, sì, sì, sì. I giorni felici sono una benedizione, ma i giorni felici passano, devono passare, perché il tempo passa.La ricerca della felicità è più elusiva: dura tutta una vita e non è vincolata ad uno scopo.
Quello che cerco è il significato: una vita che abbia un significato. C’è l’hap, il fato, la giocata che è tua e non è prefissata, ma cambiare il corso del fiume, o dare nuove carte, qualunque sia la metafora che preferisci usare, richiederà un sacco di energie.Ci saranno volte in cui andrà così male che sopravvivrai a malapena e volte in cui capirai che sopravvivere a malapena secondo i tuoi parametri è meglio che vivere una vita pomposa secondo i parametri degli altri.La ricerca non è tutto o niente: è tutto. E niente, come ci insegnano le quest stories.


RILANCI

Film:

The Hours, Le ore, Stephen Daldry, 2002

Letture:

Non ci sono solo le arance, Jeanette Winterson, Arnoldi Mondadori, 1999 (Piccola biblioteca Oscar)


Musica:

L’orologio degli dei, Giovanni Allevi. Tratto da Joy, Ricordi- Sony, 2006



GENERE

Narrativa



PAROLE CHIAVE 

Autobiografia – Identità – Letteratura - Scrittura



TRAMA 

Jeanette Winterson riscrive la sua storia, quella di un’infanzia difficile con i genitori adottivi. A sedici anni – è l’autunno del 1975 - Jeanette sceglie di essere felice, abbandona la casa dei genitori pur di continuare a vedere la ragazza di cui è innamorata e vive per alcuni mesi in una Mini abbandonata, finché la sua insegnante di letteratura le offre un letto a casa sua. E’ la storia di una lotta per la sopravvivenza, della continua ricerca di un senso e di come il suo amore per la lettura e per la scrittura le abbiano più volte salvato la vita.



AUTORE

Jeanette Winterson è considerata una delle migliori scrittrici inglesi viventi. E’ vissuta nel nord dell’Inghilterra e ora vive a Londra. Ha esordito con il romanzo Non ci sono solo le arance che ha vinto il celebre Whitbread First Novel, poi diventata una fortunata serie televisiva della BBC. In Italia è diventata famosa con il romanzo Scritto sul corpo, pubblicato dalla Mondadori che ha pubblicato molti altri suoi libri, tra cui Il sesso delle ciliegie romanzo con cui l’autrice vinse nel 1989 il premio dell’American Arts and Letters Academy.



BIBLIOGRAFIA 

Tutti i libri di Jeanette Winterson, tradotti in italiano sul sito ibs.com



LINK

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una recensione dalle pagine della Biblioteca San Giorgio di Pistoia

Un’intervistaalla Winterson apparsa su ilmiolibro.it


domenica 15 giugno 2014

IL CORPO IN CUI SONO NATA



Il corpo in cui sono nata


Guadalupe Nettel


Einaudi, 2014 (I Coralli)








CITAZIONE:
Secondo me il presunto incanto che molta gente attribuisce all'infanzia è uno degli scherzi che gioca la memoria. A prescindere dalle differenze tra una vita e l’altra, sono convinta che nessuna infanzia possa essere del tutto piacevole. I bambini vivono in un mondo dove la maggior parte delle situazioni in cui si trovano sono imposte. Altri decidono per loro: la gente che devono vedere, il luogo in cui devono vivere, la scuola che frequentano, persino ciò che mangiano ogni giorno. Il fatto che mio padre fosse in prigione era parte di tutto ciò. Non serviva a niente piangere o non essere d’accordo.

RILANCI:
Film:
Le Meraviglie, Alice Rohrwacher, 2014 (Grand premio della Giuria al Festival di Cannes, 2014)

Letture:
Zona disagio, Jonathan Franzen, Einaudi, 2006

Musica:
Universo, Cristina Donà, tratto dall’album La quinta stagione

GENERE:
Autobiografia - Narrativa

PAROLE CHIAVE:
Infanzia - Corpo - Scrittura

TRAMA:
Questa è la storia di una bambina cresciuta negli anni Settanta in una famiglia benestante  a Città del Messico. Una storia in cui si parla delle coppie aperte e di quelle che si separano, dei molti viaggi tra la Francia e il Messico, degli esuli cileni e di una nonna reazionaria, delle comuni hippy e di periferie francesi. Una storia di crescita narrata come un lungo resoconto alla dottoressa Sazlavski per venire a patti con la solitudine e con il dolore, ma anche per affermare il proprio riscatto grazie alla lettura e alla scrittura che affinano lo sguardo della narratrice fino a renderlo commovente e profondo ma sempre venato di ironia.
E’, infine, una storia in cui il corpo diventa protagonista e ogni suo segno distintivo in fondo merita di essere raccontato.

AUTORE:
Guadalupe Nettel è una giovane scrittrice messicana, nata a Città del Messico nel 1973. Questo è il suo primo romanzo tradotto in italiano.
Maggiori notizie sulla Nettel, si possono recuperare nella voce in spagnolo a lei dedicata su wikipedia

BIBLIOGRAFIA
Il corpo in cui sono nata è il solo romanzo tradotto in italiano

LINK:
La scheda del libro sul sito dell’editore Einaudi 

Una recensione apparsa su Qlibri.it

Un'ulteriore recensione apparsa su europaquotidiano.it

martedì 3 giugno 2014

L'AMICA GENIALE



L’amica geniale
Elena Ferrante
E/O, 2011 (Dal mondo – Italia)










CITAZIONE:
La madre di Rino si chiama Raffaella Cerullo, ma tutti l’hanno sempre chiamata Lina. Io no, non ho mai usato né il primo nome, né il secondo. Da più di sessant’anni per me è Lila. Se la chiamassi Lina o Raffaella, così all’improvviso, penserebbe che la nostra amicizia è finita.
Sono almeno tre decenni che mi dice di voler sparire senza lasciare traccia, e solo io so bene cosa vuole dire. Non ha mai avuto in mente una qualche fuga, un cambio di identità, il sogno di rifarsi una vita altrove. E non ha mai pensato al suicidio, disgustata come è dall’idea che Rino abbia a che fare con il suo corpo e sia costretto a occuparsene. Il suo proposito è stato sempre un altro: voleva volatilizzarsi, voleva disperdere ogni sua cellula; di lei non si doveva trovare più niente. E poiché la conosco bene, o almeno credo di conoscerla, do per scontato che abbia trovato il modo di non lasciare in questo mondo nemmeno un capello, da nessuna parte.

RILANCI:

Film:
L’amore molesto, Mario Martone, 1995

Letture:
Storia del nuovo cognome, Elena Ferrante, E/O 2012,  La storia di chi fugge e di chi resta 2013, Elena Ferrante, E/O.

Musica:
Sentimento, Piccola Orchestra Avion Travel, 2000


GENERE:

Narrativa.



PAROLE CHIAVE:

Amicizia. Crescita. Scelte di vita. Scrittura.



TRAMA:

L'amica geniale è il primo volume di una trilogia che l’autrice dedica alle vicende di Elena, Lénu, e Raffaella, Lina, Lila. La narrazione prende avvio da un mistero, Raffaella è scomparsa, sembra essersi volatilizzata, Elena comincia allora a raccontare – in prima persona- la loro storia, seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori eppure necessari al dipanarsi delle vicende. Uno dei temi fondamentali del romanzo è la natura complessa dell'amicizia tra le due bambine, poi ragazzine, e infine donne, che segna ineludibilmente la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. E’ una storia di drammi e tragedie, ma anche di riscatto in cui le due protagoniste incarnano un’energia femminile potente che non si rassegna al destino ma continua a cercare un nuovo posto nel mondo.

Narra anche gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l'Italia, in più di un cinquantennio, trasformando loro malgrado le amiche e il loro legame,con l'andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci. Una lettura appassionante che non si vorrebbe lasciare mai, non solo per la complessità dell’intreccio ma anche per la profondità e la potenza di voce narrativa dell’autrice.



AUTORE:

Elena Ferrante è lo pseudonimo di una scrittrice o scrittore (c'è infatti chi crede che dietro la sua penna possa nascondersi addirittura un uomo, tra i nomi papabili emergono quelli di Domenico Starnone e Goffredo Fofi, ma molti hanno pensato che fosse la moglie di Domenico Starnone, Anita Raja, traduttrice e redattrice presso la casa editrice E/O) di cui si ignora la vera identità. Di lei si sa solo che sarebbe nata a Napoli, città che avrebbe abbandonato presto per vivere all’estero.

Dal suo primo romanzo, L'amore molesto, edito nel 1992, vincitore di diversi premi, è stato tratto l’omonimo e notevole film di Mario Martone

Dal romanzo successivo, I giorni dell'abbandono, edito nel 2002 e finalista al Premio Viareggio, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza

Nel volume La frantumaglia, edito nel 2003 racconta invece la sua esperienza di scrittrice.

Nel 2011 è stato pubblicato il primo volume del ciclo L'amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome e nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta.

Senza aver mai svelato la propria identità, Elena Ferrante è una scrittrice apprezzata non solo in Italia, ma anche all'estero - in particolare in America - dove ha raccolto critiche più che positive da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker

Ferrante è fermamente convinta che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina né di presentazioni promozionali: devono essere percepiti come “organismi autosufficienti”, a cui la presenza dell'autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.



BIBLIOGRAFIA

Tutti i titoli di sono pubblicati dalle edizioni E/O 

LINK:

La scheda del libro sul sito dell’editore

Una recensione apparsa su leparoleelecose.it

Una recensione apparsa su Qlibri.it

Notizie sull’autrice e sulla sua scelta di rimanere anonima,




lunedì 16 dicembre 2013

Perché scrivere di sé?



Quali sono i motivi che ci spingono a scrivere? A quali bisogni profondi risponde la scrittura autobiografica? Una possibile risposta a queste domande nell'articolo pubblicato da Coaching time e scritto da Cristina Paruta, redattrice del blog e curatrice dei percorsi di scrittura autobiografica al Centro Divenire


Perché scrivere di sé
di Cristina Paruta


Il bisogno di lasciare una traccia del proprio passaggio sulla terra sembra profondamente connaturato con lo sviluppo della cultura umana, se già i nostri progenitori, quelli vissuti alle soglie della Storia, avevano trovato il modo di riempire i loro rifugi (le grotte e le caverne) con i segni dipinti delle loro vicende umane.

Per continuare a leggere l'articolo, clicca qui

mercoledì 20 novembre 2013

LA SOVRANA LETTRICE


La Sovrana lettrice

di Alan Bennett

Adelphi Edizioni, 2007 (Fabula)












CITAZIONE:
Passare il tempo?” Esclamò la regina. “I libri non sono un passatempo. Parlano di altre vite. Di altri mondi. Altro che far passare il tempo Sir Kevin, non so cosa darei per averne di più. Per passare il tempo si può sempre andare in Nuova Zelanda”.
Sentendo tirare in ballo il proprio nome e la Nuova Zelanda, il segretario si ritirò offeso. In ogni caso aveva detto quello che pensava, e magari si sarebbe fregato le mani se avesse saputo che la regina ne era rimasta turbata: non capiva come mai proprio in quella fase della sua vita, all' improvviso avesse sentito il richiamo dei libri. Da dove veniva quella smania?

RILANCI:
Film:
Agata e la tempesta di Silvio Soldini, 2004
Video:
The fantastic flyng books of Mr Morris Lessmore di di William Joyce e Brandon Odenburg, 2011
Musica:
Hallelujah, interpretata da Jeff Buckley, scritta da Leonard Cohen
Letture: 
La lettura spiegata a chi non legge, Luca Ferrieri, Editrice Bibliografica, 2011

GENERE:
Narrativa.

PAROLE CHIAVE:
Identità – Lettura - Scrittura

TRAMA:
Durante una cena ufficiale, la regina chiede ad uno sbalordito presidente francese se abbia mai letto Jean Genet. Questo l’incipit del divertente e acuto romanzo di Bennett che ci conduce, insieme alla protagonista, alla scoperta del piacere della lettura. La sovrana, Elisabetta II- che non è mai nominata direttamente ma molto ben delineata- scopre per caso una biblioteca ambulante che staziona a giorni fissi in un’ala del suo palazzo e, dopo aver cominciato quasi per dovere il libro della biblioteca, scopre di non poter più fare a meno di leggere. Così, non solo tenta di passare il virus della lettura a tutti quelli che incontra, ma si rende ben presto conto che quello che lei aveva sempre considerato un passatempo innocuo e non adatto alle donne d’azione avrà delle conseguenze inimmaginabili. E un colpo di scena finale.

AUTORE:
Alan Bennett è nato a Leeds nel 1934. Frequenta l’università a Oxford e si laurea in Storia. Già in quegli anni scopre la sua passione per il teatro e recita con molti attori che poi diventeranno famosi. Nel 1959 debutterà al Fringe Festival di Edimburgo e qualche anno più tardi, ormai famoso grazie alla fortunata serie di spettacoli insieme alla rivista Beyond the Fringe, viene ingaggiato dalla BBC come attore. Nel 1968 mette in scena il primo dei suoi grandi testi, Forty Years On. Nel 1983 scrive il testo di An Englishman Abroad, film per la TV con la regia di John Schlesinger; sua è anche la sceneggiatura dell'irresistibile Pranzo Reale (A Private Function, 1985) diretto da Malcolm Mowbray, mentre più recentemente (1995) Nicholas Hytner ha portato sul grande schermo un'altra sua fortunatissima commedia, La pazzia di Re Giorgio (The Madness of George III, 1992), pubblicata da Adelphi nel 1996. Nel 1992 la BBC ha trasmesso la prima serie dei suoi lavori forse più acclamati, i monologhi di Talking Heads (trad. it.Signore e signori, Adelphi, 2004. La seconda serie è andata in onda, con crescente successo, nel 1998. I suoi libri in Italia sono pubblicati da Adelphi.

BIBLIOGRAFIA:
Tutti i libri di Alan Bennett pubblicati in Italia da Adelphi Edizioni

LINK:
Un articolo di Antonio Carnevale

La scheda del libro di Adelphi Edizioni

La recensionedi Elisabetta Liguori apparsa sul blog Vertigine

La recensionedel romanzo pubblicata sul blog dei gruppi di lettura

martedì 5 novembre 2013

VAL PIÙ LA PRATICA – PICCOLA GRAMMATICA IMMORALE DELLA LINGUA ITALIANA


Val più la pratica - Piccola grammatica immorale della lingua italiana.

Andrea De benedetti.

Editori Laterza, 2010 (Economica Laterza). 











CITAZIONE:
Sarà anche vero, come si sente dire in giro, che l’italiano si sta imbarbarendo, che gli incolti lo inquinano, che l’inglese lo corrompe, che i giornali lo mortificano e che la televisione lo umilia, ma non c’è al mondo esercito più agguerrito di quello che ogni giorno presidia la frontiera che separa la lingua buona da quella cattiva… A ispirare e a sorreggere queste devote sentinelle di una lingua buona, la fede cieca ed assoluta nelle virtù salvifiche della Grammatica, entità quasi metafisica che tutto spiega, tutto classifica e tutto dispone.
In realtà la grammatica – con la minuscola – spiega molto ma non tutto, classifica in maniera non sempre soddisfacente, e quanto al disporre, non è che la gente le dia sempre così retta...

RILANCI:
Video:
Film:
Comizi d’amore di Pier Paolo Pasolini, 1963
Musica:
Over the rainbow, reinterpretata da Petra Magoni & Ferruccio Spinetti. Nell’album Musica Nuda, Emi Music, 2013
Letture:
Lagrammatica è una canzone dolce di Erick Orsenna, Salani, 2002

GENERE:
Saggistica

PAROLE CHIAVE:
Grammatica, Scrittura

TRAMA:
Nonostante il sottotitolo, lo scopo del libro non è quello di fare scandalo bensì di far riflettere sull’uso e sulle trasformazioni della lingua italiana, cercando di ridefinire il concetto di errore, di aggiornare la dottrina grammaticale più obsoleta e soprattutto di riabilitare, attraverso i molti esempi riportati, alcune presunte devianze dalla norma. L’autore usa un linguaggio semplice ma non banale che non dimentica l’ironia e, scegliendo di scrivere in prima persona, evidenzia la differenza con i classici manuali per gli addetti ai lavori. De Benedetti si rivolge a tutti quelli che non smettono di interrogarsi sull’uso e sulle trasformazioni dell’italiano parlato e scritto.

AUTORE:
Andrea De Benedetti è stato docente di linguistica italiana all’Università di Granada, poi docente a contratto in diverse università e scuole di specializzazione. Editorialista sportivo del “Manifesto”, collabora con le riviste “GQ” e il “Guerin Sportivo”. Ha scritto diversi saggi, tra cui L’informazione liofilizzata, sul linguaggio dei titoli di giornale e Ogni bel gioco, raccolta di articoli sugli sport minori.

BIBLIOGRAFIA
I libri di Andrea De Benedetti in commercio su amazon

LINK
La scheda del libro pubblicato dall’ editore Laterza

Il blog dell’autore sul tema della grammatica

Una recensione del libro  sul blog iltempolastoria.it


martedì 24 settembre 2013

LA DICHIARAZIONE



La Dichiarazione
di Gemma Malley
Salani, 2008










CITAZIONE:
Il mio nome è Anna.
Mi chiamo Anna e non dovrei essere qui. Non dovrei nemmeno esistere.
Invece esisto.
Non è colpa mia se sono qui. Non ho chiesto io di venire al mondo. Ma, se anche lo avessi fatto, ciò non migliorerebbe le cose. Mi hanno presa presto, il che è un bene: Comunque questo è ciò che dice la signora Pincent, la donna che dirige Grange Hall. Noi la chiamiamo direttrice. Grange Hall è il posto in cui vivo. Il luogo in cui le persone come me vengono portate affinché diventino Utili.

RILANCI:
Film:
Gattaca, Andrew Niccol, 1997
Musica:
The Sacrifice, Michael Nyman. Dalla colonna sonora The Piano, 2002
Letture:
Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro. Einaudi, 2006

GENERE:
Narrativa

PAROLE CHIAVE:
Futuro, Eterna giovinezza, Identità, Scrittura

TRAMA:
Inghilterra, 2140. Immaginate un mondo futuro in cui le malattie, la vecchiaia e la morte sono state sconfitte Immaginate un mondo sovrappopolato e con risorse sempre più scarse. Immaginate un mondo in cui il ciclo della vita è stato interrotto: non ci sono più nascite, né morti e i pochi bambini o ragazzi rimasti sono considerati qualcosa di orribile e pericoloso. Per avere diritto ai farmaci della Longevità, tutti i cittadini devono firmare la Dichiarazione in cui si accetta di non fare figli o, se malauguratamente questi dovessero arrivare, si dovrà scegliere tra sacrificare la propria vita, in cambio di quella del bambino, oppure consegnarlo alle Autorità che, con un rigido addestramento, cercheranno di renderlo Utile. Questo è il mondo di Anna, la protagonista della storia, che scopre attraverso la scrittura e l’incontro con Peter che anche lei ha diritto a scegliersi un futuro.

AUTORE:
Gemma Malley ha studiato filosofia e ha lavorato per prestigiose riviste inglesi di economia e per il Sunday Telegraph. L’idea per il romanzo le è venuta durante un’inchiesta sul sistema pensionistico inglese e sulla questione del generale allungamento dell’esistenza. La Dichiarazione è il suo primo romanzo. Il seguito, The Resistance, non è ancora stato tradotto in italiano così come gli altri suoi libri

LINK:
La presentazione del romanzo, pubblicato in Italia dalla casa editrice Salani

La voce di Wikipedia dedicata al romanzo

Un’intervista all’autrice, in occasione della presentazione del libro

Il sito diGemma Malley (in inglese)

domenica 8 settembre 2013

MAL DI PIETRE



Mal di pietre
di Milena Agus
Nottetempo, 2006














CITAZIONE:
Anche a lei era piaciuta tantissimo la scuola, ma in quarta elementare l’avevano ritirata…Però lei ormai aveva imparato a leggere e scrivere ed era tutta una vita che scriveva di nascosto. Poesie. Forse pensieri. Cose che le succedevano, ma un po’ inventate. Non lo doveva sapere nessuno perché magari la prendevano per matta. Scriveva tutto sul suo quadernetto nero con il bordo rosso e poi lo nascondeva nel cassetto delle cose segrete con le buste dei soldi: Vitto Medicine Affitto.


RILANCI:
Film:
Adèle H., Una storia d’amore di Francois Truffaut,1975
Musica:
Via con me di Paolo Conte, 1999 Rca Records
Letture:
Mille anni che sto qui di Mariolina Venezia. Einaudi, 2006



GENERE:
Narrativa 

PAROLE CHIAVE: 
Identità. Scrittura. Memoria. Amore. 

TRAMA
La narratrice ricostruisce e racconta le vicende della nonna paterna. Una storia singolare, ambientata in Sardegna che inizia nel 1943, quando la famiglia della donna ospita un uomo, non più giovane e vedovo da poco. Dopo qualche mese, l’uomo sposa la donna non più giovanissima e “un po’ strana”. Sembra un matrimonio senza passione, stipulato per riconoscenza nei confronti della famiglia senza tenere in considerazione i sentimenti dei coniugi che, per mesi, dormono uno accanto all’altro senza guardarsi. Oltre alla sua indole malinconica, la donna non riesce ad avere figli e i medici dicono che è a causa del suo mal di pietre, i calcoli renali. Per questo motivo, non appena possibile, viene mandata in Continente per le cure termali e la sua vita non sarà più la stessa. 

AUTORE: 
Milena Agus vive a Cagliari dove insegna italiano in un liceo artistico. Il suo primo romanzo, Mentre dorme il pescecane(Nottetempo, 2005) ha avuto due ristampe in pochi mesi, ma è stato Mal di pietre il libro che l'ha rivelata al grande pubblico. E’ stato tradotto in cinque lingue ed è rimasto per alcune settimane in vetta alle classifiche in Francia. Questo romanzo è stato anche finalista al Premio Strega, al Premio Campiello e al Premio Stresa Narrativa. 

Il suo ultimo romanzo è Sottosopra (2012), sempre pubblicato da Nottetempo.

BIBLIOGRAFIA
Un elenco delle sue opere, pubblicato sul sito dell’editore Nottetempo.


LINK:
La rassegna stampa completa su Mal di pietre pubblicata dall’editore.

L’audio intervista di Iodonna in occasione del suo ultimo libro.

La video intervista alla scrittrice apparsa su youtube

lunedì 15 luglio 2013

IL GIARDINO



Il Giardino
di Mariateresa Stella
Edizioni Dalla Costa, 2011 (Linee)










CITAZIONE:
Non è facile tenere teso il filo della vita, giorno dopo giorno restare vigile sul cuore, sulla mente, sulla materia viva di cui siamo composti.
Leggera come un’idea l’anima di artista: buia e umida è quella parte terrorizzata che cela in fondo al giardino della paura.
E’ lì perché è sacra e necessaria. E’ il legame con il mondo fisico della mortalità, il laccio che mi ricorda di essere reale.
Tutto è cominciato con la malattia. Il pancreas che decise di prendermi in giro ed obbligarmi a cura, attenzione, autocontrollo.

Obbligarmi, sì.


RILANCI: 


Film: 
Questione di cuore di Francesca Archibugi, 2009
Musica: 
L’equilibrio è un miracolo di Patrizia Laquidara. Dall’album: Funambola. Ponderosa, 2007
Letture: 
Scritto sul corpo di Jeanette Winterson. A. Mondadori, 2000 (Piccola biblioteca Oscar)

GENERE:
Memorie e diari. 

PAROLE CHIAVE: 
Corpo. Malattia. Cura. Scrittura

TRAMA:
La protagonista e voce narrante di questa piccola e intensa storia di malattia e di cura, scopre per caso di avere una forma di diabete e, per la prima volta, si trova a fare i conti con la malattia e con la morte. Rendersi conto che il corpo può tradire, che non è quel meccanismo perfetto di cui quasi mai si è consapevoli, costringe la narratrice ad un travagliato viaggio interiore. Il giardino è la metafora di un luogo fisico e virtuale che può essere un rifugio ma anche un atteggiamento di ripiegamento in sé stessi  per venire a patti con la paura della morte e  per sfuggire alle nuove responsabilità  che ogni malattia, e quindi ogni cura, richiede nei confronti delle proprie scelte esistenziali. 
Alla fine la narratrice reagisce e cerca di vivere ogni giorno alla volta, che è la cosa migliore.


AUTORE:
Mariateresa Stella è scrittrice, illustratrice, fumettista, poeta e blogger. Ha origini udinesi ma si definisce apolide e vive fra la Spagna e l'Italia. E' autrice del blog Il gatto e la stella. Il giardino è il suo primo romanzo.

LINK:
La presentazione  del libro fatta dall’autrice.
Il blog di Mariateresa Stella.
La scheda del libro. 

martedì 21 maggio 2013

LAVORO DUNQUE SCRIVO – CREARE TESTI CHE FUNZIONANO PER CARTA E SCHERMI



Lavoro dunque scrivo - Creare testi che funzionano per carta e schermi
Luisa Carrada
Zanichelli, 2012 (Comunicare)










CITAZIONE 
L’autrice di questo libro lavorava già da alcuni anni quando internet è arrivata a sparigliarle tutte le carte. Si è trovata nel bel mezzo della pacifica rivoluzione: mettersi improvvisamente a scrivere (e a leggere) su tanti strumenti di comunicazione diversi le è piaciuto moltissimo, fino ad appassionarla. 
Anche lei qualche volta si è persa seguendo le evoluzioni del testo, sperimentando nuovi strumenti e tecnologie, dividendosi tra carta e web, tra libri e tweet, tra scritture professionali e personali. Se alla fine ha sempre trovato la sua strada è perché portava con sé la cassetta con gli attrezzi del mestiere, quelli di base. Ogni volta di fronte a un problema li ha tirati fuori, provati e riprovati per trovare la soluzione. Non sono moltissimi e funzionano, con i dovuti adattamenti, 
per scrivere sia per la carta che per lo schermo. 

RILANCI:
Film:
Quarto potere (Citizen Kane) di Orson Wells, 1941
Libri:
Perché amiamo scrivere di Duccio Demetrio. Raffaello Cortina, 2011
Musica:
So flute di St Germain. Dall’album Tourist, Emi, 2000

GENERE:
Saggistica 

PAROLE CHIAVE
Scrittura, Manuali.

TRAMA: 
Inutile negarlo, la scrittura è prepotentemente tornata in auge e anche se le forme sono cambiate, anzi sono in continua trasformazione, è sempre con forme nuove di una tecnica antica che abbiamo a che fare. Così anche se non siamo degli scrittori o dei giornalisti, tutti siamo sempre più sollecitati ad usare la scrittura per lavoro o per diletto. Siamo quindi spinti, a volte costretti, a cercare le parole giuste per comunicare il nostro pensiero attraverso le molte email di ogni giorno,oppure per fare la sintesi di una riunione, o per redarre un verbale, per scrivere un curriculum efficace, per occuparci degli aspetti comunicativi di un’azienda, o per raccontare di noi e delle nostre passioni sui social media. Il libro segnalato risulterà molto utile per tutti questi scopi perché, non solo approfondisce gli argomenti più classici dei manuali di scrittura (come il lessico o la sintassi), ma anche quelli più innovativi relativi alle nuove tipologie testuali come le liste, i numeri, le tabelle grafiche e i microcontenuti, corredando ogni capitolo con esempi, esercizi di riscrittura ed efficaci sintesi dei contenuti.

AUTORE: 
Luisa Carrada, laureata in lettere moderne con specializzazione in storia dell’arte, ha lavorato a Radio Rai, è copywriter e editor in una grande azienda, autrice del sito e del blog il mestiere di scrivere. com, studiosa di comunicazione e formatrice. Ha pubblicato diversi articoli sulla scrittura professionale e due manuali sempre sul tema. 
BIBLIOGRAFIA: 
Il sito e il blog dell’autrice.
La videointervista di Rai educational

giovedì 14 marzo 2013

SCRIVERE DISINTOSSICA LA MENTE


Bastano una penna e un foglio. O una tastiera. O un diario logoro da nascondere nel cassetto, tra le cose più segrete. Per combattere l'angoscia e per sentirsi meglio, un aiuto arriva dallo scrivere. Dal mettere nero su bianco le emozioni, le esperienze, i ricordi. Belli o brutti che siano. L'ultima conferma viene dall'Università di Chicago....

Questo l'incipit dell'articolo sul potere benefico della scrittura di Federica Maccotta pubblicato su Ok salute